Kappo

Storie, impressioni e pensieri di un padano di oggi.

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Giusto per chiarire le cose

Tutto il materiale (immagini, testi, marchi) qui riprodotti hanno il solo scopo di recensione / divulgazione e non si intendono quindi ledere i diritti di © dei legittimi proprietari, autori ed editori. Inoltre questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Gli eventi narrati nei miei post sono stralci di esperienze personali vissuti durante la mia vita quotidiana e/o nello svolgimento del mio "hobby" di soccorritore in 118. Se, nonostante non faccia mai uso dei veri nomi e cerchi di evitare di dare puntuali indicazioni in merito ai luoghi precisi in cui accadono i vari eventi, vi riconoscete in uno dei miei racconti e temete che la pubblicazione su questo spazio possa ledere i Vs. diritti personali, siete pregati di comunicarmelo tempestivamente e provvederò ad eliminare definitivamente il post in questione.

Tutti i racconti eventualmente qui presenti (ad eccezione delle esperienze personali) sono frutto della mia immaginazione e pertanto, nel caso, saranno tutelati come mia proprietà intellettuale

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domenica, 08 novembre 2009
Dilemma interiore...

Ieri ho soccorso una persona all'incirca mia coetanea.
Da quelle 4 chiacchiere che sono riuscito a scambiare durante il trasporto, ho avuto il quadro di una persona che da tanti anni si sta lentamente autodistruggendo....
Qualcuno che vive ai margini della società, che ritiene di non aver una valida ragione per vivere e per cui la morte sarebbe una sorta di sollievo, una specie di liberazione.
Poi mi sono messo a pensare a chi invece si aggrappa alla vita in maniera disperata, ha chi ha mille motivi per vivere, a chi, in una maniera o nell'altra, per malattia o per un evento accidentale, deve rinunciare, suo malgrado, a questo dono che qualcuno ci ha fatto.
Ma è giusto tutto ciò?

Postato da: Kappo a 15:40 | link | commenti (2) |
riflessioni, la vita, 118

giovedì, 05 novembre 2009
Scaricare l'emotività

Oggi ho partecipato ad un convegno : "La gestione dell'emotività in situazioni di emergenza, urgenza o situazioni gravi".
Ci hanno spiegano che per scaricare le emozioni, tipo quelle derivanti dalle missioni del 118, è utile "canalizzarle" attraverso dei mezzi quali ad esempio la scrittura.....
Bellissimo, sarebbe proprio il mio mezzo ideale, ma se poi ne scrivo qui, mi cazziano.......

Postato da: Kappo a 20:24 | link | commenti (2) |

domenica, 13 settembre 2009
Eccomi!!!

Eccomi qua.

Mamma mia!!! oltre due mesi che non scrivo (in realtà, a parte due piccoli post, sarebbero 5) e nonostante tutto, più o meno, il blog ha mantenuto inalterate le proprie visite medie. Grazie a chi è passato di qui per vedere se c'erano novità...

E' un buon periodo, finalmente le cose stanno girando per il verso giusto.... E' incredibile provare sulla propria pelle quanto il lavoro possa influire sulla nostra vita.... quanto un ambiente davvero MALSANO (nel senso più ampio del termine) possa condizionare la nostra psiche in modi impensabili. Nell'anno e mezzo conclusosi a maggio ne ho pensate di tutti i colori, sono arrivato quasi al punto di rottura (.... no, a pensarci bene, forse l'ho anche superato....), negli ultimi tempi mi stavo addirittura informando per andare in analisi, perché sono arrivato al punto di pensare che il problema ero io, era dentro di me....

Invece, una volta fuori dal "Girone Dantesco" ho capito che il vero, unico, grosso problema della mia vita erano loro. Che il diavolo se li porti nel punto più profondo dell'inferno.

Devo ringraziare alcune persone senza le quali non ce l'avrei davvero fatta ad uscirne :

- La mia famiglia : soprattutto mia moglie e mio figlio, la prima sempre pronta a subire e sopportare i miei sfoghi, le mie crisi di pianto, i miei attacchi di panico, i miei sbalzi d'umore improvvisi, e le mie "pecundrie" in generale. Il piccolo per non aver mai dato a vedere che stava male per me, anche se so che dentro provava una grossa rabbia per ciò che mi succedeva.

- Leonardo : Il mio collega nel girone infernale e compagno di sventure. Senza il suo supporto "in loco" non credo sarei riuscito a rimanere abbastanza lucido da non commettere qualche grossa cazzata. Non smetterò mai di ringraziarlo perché nonostante i suoi seri problemi personali, ha sempre trovato il modo di tenermi su il morale e di spronarmi a tener duro ed andare avanti. Ti voglio davvero bene Leo.

- Gli amici della "Squadra Charlie" : (voi sapete chi siete), compagni di pizze e grigliate che ogni volta mi chiedevano come andava nonostante sapessero in anticipo che li avrei poi sfiancati raccontandogli le mie disavventure, trovando ogni volta le parole giuste per tirarmi su. Grazie, se ce l'ho fatta è stato anche per merito vostro.

-  Silvia della GiGroup di Piacenza : per essere stata l'unica persona (di una ventina di agenzie da me contattate) ad aver realmente preso in considerazione la mia situazione, capire il problema e attivarsi per aiutarmi trovandomi un nuovo lavoro, corrispondente alle mie aspettative e alle mie capacità,  in meno di 36 ore dalla prima volta che ci siamo visti.

- ...e ultimo, ma non in ordine di importanza, Il mio Nonno. Ci hai lasciati in un modo strano, spegnendoti come una candela ogni giorno sempre più flebile. Nell'ultimo periodo alternavi momenti di lucidità a incomprensibili sbandamenti cognitivi, ma di una cosa ti sei sempre preoccupato : di come andava la mia ricerca di un nuovo lavoro e non dimenticherò mai il tuo sorriso quando l'ultimo giorno che ci siamo visti ti dissi che il nuovo lavoro andava alla grande e tu, tutto soddisfatto mi dicesti "Bene, so' propria cuntéent". Ti voglio bene "uomo buffo dalle spalle larghe" ovunque tu sia adesso...

E ovviamente, quando c'è da ringraziare, c'é anche qualcuno da mandare affanculo :

- VOI : voi che per un anno e mezzo mi avete reso la vita un inferno. Voi che dopo 8, 9, 10? (credo di aver perso il conto) magazzinieri che cambiate in 2 anni non avete ancora avuto un minimo di umiltà per capire che il problema siete VOI, non gli altri. Non vi auguro le peggio cose, perché, nonostante vi odi con tutte le mie forze, e nonostante i VOSTRI sforzi, ho ancora un po' di umanità nei vostri confronti. Vi auguro solo che possiate passare un anno e mezzo come l'ho passato io, giusto per rendervi conto di com'é stato e di cosa mi avete fatto.

- Gli addetti di varie agenzie di Cremona : Non trovo termini per definirvi. Lucrate sulla disperazione della gente, li illudete con mille proposte quando li avete davanti, nei vostri uffici, li liquidate con un "ci facciamo sentire" e, appena escono dalla porta non sapete più se esistono. Non mi avete fatto sostenere 1 singolo colloquio, nonostante aveste decine di volantini di ricerca di personale appesi alle vostre vetrine ed ogni volta mi diceste "ci sarebbe questa azienda.... la mettiamo in contatto con quest'altra azienda.... Pagliacci!!!

Bene, tolti questi sassolini dalle scarpe, passiamo al presente.... Sto bene.

Sto elaborando, sto cercando di capire, sto recuperando. Al momento le cose mi stanno bene come sono. Ho trovato un buon lavoro, in ufficio, pagato degnamente e che mi dà anche qualche soddisfazione. Potrebbero anche esserci degli sbocchi carrieristici, ma per il momento non me ne preoccupo, mi sta bene ed apprezzo quello che ho.... Mi sono anche preso a cuore questo signorino qui.... :

Si tratta di un patatone di cane che sta in azienda dove lavoro. Dopo un breve periodo in cui non poteva vedermi (abbaiava come un forsennato) abbiamo fatto amicizia. Complice il fatto che, nonostante l'aspetto davvero aggressivo quando vede uno sconosciuto (d'altronde, fa il suo mestiere), in realtà ha paura della propria ombra. Basta avvicinarsi con in mano una scatola che inizia a tremare terrorizzato (è stato adottato dall'azienda circa un paio d'anni fa, probabilmente nella sua "vita precedente" l'hanno davvero suonato come un tamburo). Adesso siamo amici e, anche se non fa parte delle mie mansioni, mi diverto a prendermi cura di lui.

Dimenticavo, nei ringraziamenti, mi sono scordato di un gruppo di persone che, con la loro presenza discreta ma costante, mi hanno fatto comunque sentire che c'erano anche solo con un semplice clic..... Si, Grazie anche a voi che leggete questo diario virtuale.

Dai, che comincia ad andar bene......  

Postato da: Kappo a 09:32 | link | commenti (3) |
riflessioni, la vita, sassolini

mercoledì, 08 luglio 2009
La ruota gira.... eccome se gira.....

Ci sono, finalmente le cose cominciano a girare per il verso giusto.

Dal 18/5 ho un nuovo lavoro, che mi piace, e che mi permette di guadagnare uno stipendio degno di tale nome..... (non è che da domani mi vedrete girare in Ferrari, però, almeno, con qualche sacrificio, si riesce a mettere da parte una 50ina di € tutti i mesi....).

Purtroppo non ho moltissimo tempo per un sacco di cose che prima facevo abitualmente (tipo aggiornare il blog), anche perché ci sono un molte cose ancora da imparare, però, col tempo, confido nel fatto che riuscirò ad organizzarmi un po' meglio.

Per ora vi saluto, ci sentiamo presto....

Postato da: Kappo a 21:11 | link | commenti |
la vita

mercoledì, 27 maggio 2009
Un saluto ad una persona speciale

Stanotte ci ha lasciati il mio nonno paterno.

E' stato per me una persona speciale della mia vita.

Spero che dovunque si trovi adesso, abbia finalmente raggiunto la serenità che gli è mancata in queste ultime settimane.

Ciao Nonno Natale, mi mancherai un casino.

20/12/1920 - 27/05/2009

Postato da: Kappo a 07:01 | link | commenti (3) |
la vita

martedì, 14 aprile 2009
Giorni...


Giorni che passano, che entrano a far parte del passato, si perdono nel nulla e nessuno mi renderà più....

Giorni inutili.

Il martedì è il mio giorno down, il giorno più nero della settimana, il giorno dei bilanci, il giorno delle domande, delle analisi di ciò che mi sta intorno e ciò che, mio malgrado, sono o sono diventato...

La settimana scorsa ho fatto più giri del solito e ciò mi ha fatto trascorrere le giornate un po' meglio di quanto mi aspettassi ma, alla fine, è arrivato lo stesso. Ormai è come una belva, in attesa nell'ombra... attende silente il momento in cui la mie difese si abbassano e colpisce. E' quel senso di inadeguatezza, di malessere diffuso che però non ha un sintomo ben definito se non tristezza e malinconia.

Martedì scorso mi ha fatto realizzare che anche per quanto riguarda aprile posso cominciare ad abbandonare le speranze. Non ci saranno cambiamenti a breve nella mia vita professionale.

E così mi ritrovo ancora a fare un lavoro che non mi piace, in un ambiente dove sto male, ma proprio fisicamente, entro là e mi si attacca addosso l'ansia, mi manca l'aria, vorrei mettermi ad urlare e scappare a gambe levate. A parte le uscite col furgone, dove sono comunque solo con me stesso ma vedo il mondo intorno che si muove, tutto il resto rimane sospeso in una sorta di limbo, come se qualcuno mi spegnesse il cervello, tirasse fuori il disco "kappo" e inserisse il disco "robottino".

Giornate trascorse ad aprire scatole, contare e controllare oggetti inanimati di cui, il più delle volte conosco il nome ma ignoro totalmente l'utilizzo o l'utilità (non che me ne possa fregare di meno), inserire nel computer che sono arrivati e metterli nei posti che il computer mi indica. Poi si prende un'altro foglio, che ti dice quali oggetti prendere, dove sono, andare a prenderli, metterli nelle scatole e preparare le bolle di spedizione. Punto. Tutto qui, niente sconti. Niente pause (non che ne abbia bisogno dato che non mi piace stare con le mani in mano...), niente scambi verbali (a meno che non siano rimbrotti o lamentele del capo, che alla fine non capisci mai cosa cazzo vuole, ma che ho imparato a beccarmi senza reagire, che tanto, non vale nemmeno la pena di sprecare il fiato...), niente rapporti umani, niente di niente. Annichilimento totale, crescita zero, encefalogramma piatto.

Ma la mente, quando non è occupata, le occupazioni se le cerca, eccome se se le cerca, ed allora si stacca dal resto del corpo e ti ritrovi lì con le mani "in automatico" ed un omino dentro alla tua testa che si dimena e picchia i pugni sulle pareti della sua cella da cui vuole scappare, e tutto diventa negativo, fastidioso, insopportabile.

Ormai, sto buttanto via le settimane, in maniera inutile, non trovo uno sbocco, non c'è via d'uscita.

"Bisogna aver pazienza" mi sento dire da tutti, ma la pazienza è finita, dopo un'anno e mezzo, di pazienza, credo di aver diritto anche di non averne più.

C'é anche chi, come mio padre e mio suocero, mi dicono di mandare il titolare affanculo e levarmi dalle balle.... e poi? Devo ammettere che la tentazione è spaventosamente forte, ma poi, cosa posso fare? In qualche modo devo portare a casa la pagnotta... E intanto rispondo a inserzioni su internet al ritmo di 3/4 al giorno, salvo, ogni giorno successivo, vedere di fianco la scritta arancione "Scartato". Anche dove cercano solo operai generici : sta diventando terribilmente frustrante...
E mi ritrovo qui, 37enne, troppo qualificato per lavori da operaio generico e troppo poco per quelli da impiegato o operaio specializzato (che poi, in giro non è che, anche negli uffici, veda degli "scienziati"), ma a differenza mia, loro hanno un fottuto pezzetto di carta con scritto "Diploma" o  "Laurea", anche se alcuni di loro per trovare il risultato della moltiplicazione 6x7 devono usare la calcolatrice.... E poco importa se hai un curriculum professionale lungo "10 piani di morbidezza" e puoi presentare un pacco così di attestati di qualifica.

Le agenzie poi, sono la rovina del mondo del lavoro. Se non sei disposto a lavorare come interinale (mi sembra di essere tornato nel 1500/1600 quando i marinai lavoravano 2 mesi su una nave, 2 sull'altra, 3 sull'altra ancora...) non ti prendono nemmeno in considerazione. Mi domando se Biagi, la sua riforma sul lavoro, l'aveva davvero pensata così.

Fortunatamente ho una famiglia splendida che mi sostiene, che mi dà la forza per andare avanti, ho amici (pochi veri) che mi ascoltano, che si informano, che mi fanno sentire la loro presenza e che, se questo periodo di crisi di merda non li avesse colpiti pure loro, sono convinto che mi darebbero anche una mano sul piano professionale.

Ho i turni del 118, le uniche ore della settimana in cui mi sento utile, nelle quali faccio finalmente qualcosa che mi piace davvero e mi fa sentire vivo (e quanto mi piacerebbe mandare tutto a fanculo e fiondarmi in Abruzzo a dare una mano anch'io).

E per fortuna, ho anche questo blog, questo spazio in cui riversare un po' del letame che mi ritrovo dentro ultimamente....

Vabbé, smetto di tediarvi e vado a buttare la prima giornata di un'altra settimana nel cesso....

 

Postato da: Kappo a 07:41 | link | commenti (3) |
riflessioni, la vita

martedì, 31 marzo 2009
Qualcuno dovrebbe cominciare a pensare...

I continui e ripetuti rimproveri al dipendente fatti sul luogo di lavoro sono una forma di mobbing e danno diritto al risarcimento del danno.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza 6907/2009) che ha confermato la condanna al risarcimento del danno biologico di € 9.500 in favore di un'impiegata che per nove mesi era stata oggetto di ripetuti rimproveri davanti ai suoi colleghi di lavoro.
La vicenda si era conclusa anche con il licenziamento. Già la corte d'appello di Milano aveva ordinato la reintegrazione nel posto di lavoro riconoscendo alla donna i danni per aver subito mobbing e ciò sulla base della considerazione che i rimproveri orali da parte dei superiori venivano effettuati con toni pesanti ed in modo tale che potessero essere ascoltati anche dagli altri colleghi di lavoro.
La donna, che era stata assunta come centralinista per poi passare alla gestione dei cartellini e alla elaborazione delle agende dell'azienda, era stata presa di mira dalla responsabile dell'azienda che le aveva anche consigliato di trovarsi un nuovo lavoro. Ne erano seguite tre contestazioni che avevano poi portato al licenziamento.
I giudici di merito avevano ritenuto eccessivo il provvedimento di espulsione ed avevano accordato anche il richiesto risarcimento sulla base del fatto che i continui rimproveri le avevano procurato un danno biologico. Ricorrendo in Cassazione l'azienda aveva sostenuto che la donna era stata licenziata perché non avrebbe eseguito con diligenza le prestazioni che le erano state affidate e che i richiami che avevano condotto al licenziamento erano derivati “dall'errata compilazione del prospetto trimestrale delle presenze e delle assenze di un dipendente, dall'errata aggiornamento della gente aziendale e dalla sbagliata distribuzione della posta”.
La Corte ha respinto il ricorso ritenendo corretta la valutazione dei giudici di merito anche in relazione al fatto che le vessazioni da parte della societa' nei confronti della dipendente sono da considerarsi tali dal poter dar luogo al risarcimento dei danni da mobbing.

Postato da: Kappo a 19:36 | link | commenti (1) |
riflessioni, la vita

giovedì, 19 marzo 2009
Non c'é 2 senza 3.... e il 4° vien da se?

Ebbene si, nell'arco di poco più di un mese sono già ben 3 i magazzinieri "colleghi" che si sono avvicendati nel posto in cui lavoro.

Un lunedì mattina si presenta quello che ho soprannominato "John Wayne", Jeans neri e giubbotto Bomber da aviatore, circa 55 anni, capelli tagliati alla "sergente Hartman" di Full Metal Jacket, camminata proprio alla Wayne : petto in fuori, spalle larghe e braccia staccate dal corpo, con le spalle leggermente dondolanti avanti e indietro ad ogni passo. Lo guardi avanzare e ti sembra che ad ogni passo dica "adesso spacco in due il mondo, ci cago dentro e poi lo richiudo, così, per vedere che effetto mi fa".
So che è "un amico" del mio titolare e già la cosa me lo fa stare sui coglioni. Mi arriva davanti, allunga la mano : "Piacere sono Pippo (nome, chiaramente, di fantasia) e da domani comincio a lavorare qui, così vediamo di mettere a posto le cose...".
Direi un'ottima maniera di porsi a quello che dal giorno dopo sarà il tuo collega. Soprattutto in virtù del fatto che nel tuo background professionale, sembra che la posizione migliore da cui provieni sia quella di commesso in una catena di articoli sportivi (nulla contro la categoria, per carità).

Purtroppo il martedì, l'influenza mi costringe a saltare l'intera settimana. Rientro il lunedì successivo e non lo vedo in negozio. Così chiedo al Boss : "Ma Pippo?"

"Eeeh.... Pippo non c'é più, mi ha chiamato venerdì sera che ero in montagna e mi ha detto che non viene più perché non ce la fa"... e mi sviolina, come se glielo avessi chiesto, una serie di scuse che secondo lui, Pippo avrebbe addotto per togliersi dalle balle. Il fatto è che so benissimo quale sia il motivo di una così repentina diserzione.

"Bel colpo" penso io "neanche John Wayne riesce a resistere qui...."

Passa una decina di giorni, arrivano a fare colloqui una serie di persone inviate da "PotenzaUomo". Li conosco, almeno di vista, quasi tutti, con qualcuno ci ho lavorato per alcuni anni.
Alla fine prendono Nemo.

Nemo è un ragazzo con cui ho lavorato dal '92 al '95, anno in cui ha lasciato EPG. Ha alle spalle una vita complicata, ma non è un cattivo ragazzo. Per farmi riconoscere (come sovente accade con le persone che non vedo da molti anni), gli devo mostrare la foto della patente. Appena la vede gli si illuminano gli occhi, è evidentemente contento di lavorare con qualcuno che conosce. Già il primo giorno il Boss pensa bene di snocciolargli la sua "filosofia sul lavoro" (proprio la SUA filosofia, perché solo lui può intenderla così). Per amore di brevità posso riassumerla così : "Io sono il tuo padrone, se te lo ordino, devi anche pulire il cesso. Se ti sta bene è così, sennò puoi andartene". La 2a parte (quella che viene dopo il cesso) da 15 mesi la sento più o meno quotidianamente, ogni volta che mi dice di fare qualcosa.
Nemo resiste, resiste per ben 2 settimane, più grazie al fatto che ha davvero un bisogno estremo di lavorare (e di soldi) che per altro. E a dirla tutta avrebbe anche continuato (sempre per via del bisogno economico) nonostante già la sera del primo giorno avrebbe volentieri messo le mani intorno al collo del titolare. Purtroppo per lui però, a suo sfavore gioca il fatto di aver incasinato qualche ordine,oltre al discorso che, all'orizzonte, si profila la figura di Raffaele, per cui, al termine del periodo di prova Nemo viene rispedito a "PotenzaUomo" direttamente e senza passare dal via (e, in fondo in fondo, non so quanto gli sia effettivamente dispiaciuto).

Lunedì è la volta di Raffaele, un ragazzone poco oltre la 40ina. Dalle notizie in mio possesso è anche lui un conoscente del Boss, il che lo relega immediatamente nella mia personalissima categoria dei "mi sta sui coglioni". Taciturno, un po' immusonito, non si sbottona, nemmeno dietro ad alcune mie domande per "sondare il terreno", il che lo relega nella categoria dei "mi sta sui coglioni" sottocategoria "...e per di più è qui per mettermela in c.... ahem... in quel posto".
Anche lui il primo giorno si becca il "Sermone Filosofico" al termine del quale vedo il suo volto farsi perplesso e rimane pensieroso per tutto il resto della giornata. Il Martedì sono fuori praticamente tutto il giorno, ma nell'ora che passiamo insieme a fine giornata, comincia a sbottonarsi su quanto gli stia sui coglioni l'impiegata (che è il braccio destro del Boss). Bene, abbiamo un punto in comune. Vediamo di costruirci sopra un minimo di rapporto tra colleghi (anche se rimango guardingo, non si sa mai). Mentre usciamo però Raffaele mi stupisce con una frase: "Mi sa che questo non è il mio lavoro...."
Ieri mattina mi spediscono dalle parti di Mantova, prima di partire gli dico "Ci vediamo oggi..." la sua risposta è buttata lì ma mi coglie impreparato: "Mi sa che oggi sono già sul trattore" (prima di venire da noi faceva il trattorista per un agricoltore dei dintorni) e mi fa un sorrisone a 40 denti. Torno alle 12.30, è già andato a casa... Ci rivediamo alle 14.30, mi dà la notizia: "torno sul trattore, mi diverto molto di più, e poi qui c'é un ambiente di merda" e mi ribadisce quanto odia la Bastarda (cominciando già a diventarmi simpatico).... Il Boss, tutto contrito gli chiede se, visto che vado via anche nel pomeriggio, può rimanere fino a fine giornata. Raffaele accetta (anche se gli leggo sul volto che avrebbe già voluto essere sul trattore).
A fine giornata usciamo insieme dalla ditta, ci salutiamo come due vecchi amici, Raffaele,  mi racconta un aneddoto :
"Sai, un giorno, un po' di tempo fa, in stalla si è bloccato il sistema di raccolta dello sterco, abbiamo dovuto tirar su tutte le grate per trovare l'ingorgo e quando l'abbiamo trovato, eravamo in due, sotto il diluvio (perché l'ingorgo era fuori della stalla e pioveva di brutto) a tirare su blocchi di merda di vacca. Ero sporco di escrementi dai gambali fino al collo, in più ero bagnato come un pulcino. Quel giorno ho pensato : "questo è proprio un lavoro di merda". Beh, caro Kappo, mi sbagliavo, QUESTO è un lavoro di merda, ma non per il lavoro in sé, quanto proprio per tutto il contesto in generale. Non so come riesci a resistere da 15 mesi, e ti ammiro per questo, però, proprio non ti invidio. Io preferisco tornare alla mia merda di vacca, alla fine, puzza meno. Quando passi di là, vieni a trovarmi che ti regalo il latte appena munto."
Il tempo di una stretta di mano e ognuno per la sua strada. Penso proprio di averlo mal giudicato, in fondo mi era simpatico.

Piccola nota, da vero signore, Raffaele, prima di uscire ha chiesto al Boss quanto gli doveva per le scarpe antinfortunistiche. Il boss, ha controllato sul PC : "Il prezzo di listino è di 70€, di solito le vendo a 50€..... per te posso fare 29€...." e se le è fatte pagare (tanto poi le scarica come DPI forniti ad un dipendente, quindi in pratica se le è ripagate almeno 2 volte.....). Che uomo generoso....

Questa è la storia (riassunta per non tediarvi troppo) degli ultimi miei 3 colleghi. Ad oggi non si è ancora parlato di un nuovo arrivo, quindi, mi sa, che la settimana prossima me la spupazzo da solo (beh, poco male, almeno ogni uscita col furgone è mia e me ne sto tranquillo).

Inutile sperare che il Boss si ponga delle domande. Secondo me non ci arriva proprio...

Adesso, il 4° lo aspetto al varco..... sono aperte le scommesse.....

Postato da: Kappo a 21:01 | link | commenti |
riflessioni, la vita

martedì, 17 marzo 2009
Un buffetto alla mia autostima?

Oggi, durante il mio peregrinare per la bassa a bordo del furgone ho sentito parlare alla radio di un sito nel quale, rispondendo ad una specie di test, viene restituito il valore, espresso in dollari, della propria vita.

Così, un po' per gioco, un po' per curiosità, ma senza darci troppo peso, stasera ho fatto il test (che per essere concluso richiede comunque il completamento di altri due test..... Ovviamente tutti e 3 in inglese).

Ecco i risultati :

"Quanto vale la tua vita?"


HumanForSale.com - Quanto vali?

Che richiede il completamento anche di :

"Calcola il tuo quoziente di intelligenza" :

Quick, Accurate IQ
Test
Free-IQTest.net - Quick, Accurate IQ Test 


e "Quanto sei idiota?"


Am-I-Dumb.com - The Dumb Test

Nell ordine ho scoperto che :

La mia vita vale : 1,86 milioni di dollari (1.858.076 per l'esattezza) a fronte di una media pari a 2.087.611,40 $ (e vabbé, chissenefrega, per ora non ho bisogno di stipulare un'assicurazione)

Il mio quoziente di intelligenza è di 143. a fronte di un valore medio compreso tra 85 e 114 (giusto per darvi un'idea, Rembrandt aveva un QI di 155, Copernico 160, Einstein 161.... la tabella la trovate QUI )
e di seguito ecco la distribuzione :



E sono meno idiota (o più furbo) del 96,7% della popolazione del genere umano che ha preso parte al test (e a questo punto mi chiedo se è destino che incontri sempre il restante 3,3% che regolarmente mi rifila delle sonore inchiappettate.......)

Se volete fare i test anche voi, clikkando sulle figure dei miei risultati, verrete portati alle relative pagine web. Poi, sempre se volete, lasciatemi nei commenti i Vs. risultati.

Ciao Ciao......

Postato da: Kappo a 21:01 | link | commenti |
la vita, letture da cesso

giovedì, 05 marzo 2009
Brutti momenti....

Ci sono ancora, è solo che nell'ultimo periodo sto vivendo una fase di transizione che mi sta un po' destabilizzando sia fisicamente che psicologicamente.

Fortunatamente ho ancora alcuni punti fermi come àncore di salvezza (la mia famiglia, qualche amico, i servizi di 118) che, nel bene o nel male, assorbono i miei vari stati d'animo e mi permettono di galleggiare ritrovando un minimo di equilibrio.

Per il momento preferisco non scrivere oltre perché, sebbene la maggior parte di chi passa di qui è un amico, so per certo che c'é anche chi, di tanto in tanto, dà una sbirciatina per vedere se in qualche modo può approfittare di ciò che scrivo per danneggiarmi.

Al momento non posso permettere a nessun altro di farmi del male. Avrebbe un effetto devastante.

Oggi ho maturato la decisione di intraprendere anche un nuovo percorso a cui sto pensando da un po' di tempo e che mi permetterebbe di riconquistare un bel po' di fiducia ed autostima (per ora ne ho molto più bisogno per me che per gli altri), ma non so ancora se andrà in porto, aspetto un "OK" che spero non tardi ad arrivare.

Non appena mi troverò al sicuro, quando finalmente riuscirò a poggiarmi su delle solide basi, vi racconterò quello che mi sta succedendo (coloro di cui mi fido, lo sapranno comunque prima).

A presto (spero con buone notizie).

P.S. : Avviso per la Squadra Charlie il mio "pizzometro" segna la riserva....

Postato da: Kappo a 20:28 | link | commenti (1) |
riflessioni, la vita